Come disporre i sanitari all’interno del proprio bagno

Come disporre i sanitari in un bagno

Qualunque sia l’intervento che si decide di attuare nel proprio bagno non vi è una formula precisa, unica ed universale che illustri come progettarlo o che spieghi in che modo disporvi all’interno i singoli elementi

Quando si parla di sanitari a tutti viene spontaneo pensare immediatamente ai vari elementi che compongono il bagno, dal wc al bidet, dal lavabo fino alla doccia o alla vasca; ma quando ci si accinge a rifare un bagno, o a progettarne ed arredarne uno ex novo, la prima preoccupazione di chiunque (specie se non si tratta di un addetto ai lavori), diversamente da quanto si possa credere, non è quella di dislocare il tutto in modo ottimale, ma è chiaramente di tipo più prettamente estetico.

Magari girando un po’ tra i vari shoowroom di arredo bagno abbiamo visto degli elementi innovativi, che per un motivo o per un altro ci hanno colpito in particolar modo, ma prima di innamorarcene perdutamente è bene accertarsi che siano adatti ad essere installati nel nostro bagno!

In realtà la primissima cosa a cui dover pensar e da valutare attentamente, meglio se con l’aiuto di qualcuno del mestiere, è proprio la disposizione dei vari elementi all’interno del bagno, che dipende sia dalle esigenze personali di ciascun utente, che dalla forma e dalle dimensioni del locale di cui disponiamo, ma anche dalle predisposizioni impiantistiche di cui questo è dotato.

Come disporre i sanitari in bagno. Piantina con le misure.

È vero che oggi si può fare quasi tutto, ma nel caso dei bagni questo non sempre è vero o comunque magari è possibile a patto di “scendere a compromessi” e/o di decidere di intraprendere lavori piuttosto invasivi: ad esempio spostare il wc da un lato all’altro del bagno può essere un problema non da poco, che necessita la creazione di un gradino all’interno del bagno o l’impiego di un apposito dispositivo (il cosiddetto Sanitrit) in modo tale da riuscire a raggiungere lo scarico esistente; prima di imbarcarsi dunque in un impresa del genere e decidere di stravolgere completamente l’assetto del nostro bagno è bene valutare quali possano essere le soluzioni alternative, magari facendosi affiancare da un esperto.

La prima cosa da stabilire è comunque in che misura si intende intervenire: se si vuole rimettere completamente mano ad un vecchio bagno rifacendolo nuovo in tutto e per tutto (rivestimenti e pavimenti compresi) si può pensare anche di rifare gli impianti e di conseguenza rivedere la configurazione del tutto è piuttosto semplice;  qualora al contrario si vogliano solo sostituire i sanitari (magari neppure tutti) bisognerà mantenere le “postazioni” esistenti e ricercare qualcosa che almeno dimensionalmente si avvicini a ciò che già c’era.

Attenzione però che anche da un punto di vista più prettamente burocratico si tratta di interventi di natura completamente diversa: se si decide di lasciar tutto dove si trovava prima e si sostituiscono non solo i sanitari, al limite anche i rivestimenti e la pavimentazione, allora si dovrà parlare di manutenzione ordinaria e non ci sarà bisogno di chiedere alcun permesso, salvo per buona educazione avvisare i vicini di casa ed il condominio che per qualche giorno arrecheremo un po’ di disturbo a causa dei lavori in corso.

Al contrario se in qualche misura si interviene sugli impianti modificandoli o sostituendoli con altri nuovi, così come qualora si preveda di demolire e spostare qualche tavolato esistente, piuttosto che crearne uno ex novo, allora occorre chiedere un permesso al comune o comunque effettuare ad esso una comunicazione: un tempo era necessaria una DIA (denuncia di inizio attività) ora invece è sufficiente una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività, che prevede una procedura un po’ più snella che in passato); in entrambi i casi comunque occorre presentare un progetto redatto da un professionista abilitato e a fine lavori, qualora si sia intervenuto modificando in qualche misura la disposizione interna) potrebbe anche rendersi necessario aggiornare la scheda catastale dell’immobile.

In tutti i casi, qualunque sia l’intervento che si decide di attuare nel proprio bagno non vi è una formula precisa, unica ed universale che illustri come progettarlo o che spieghi in che modo disporvi all’interno i singoli elementi: in generale uno stesso ambiente si può prestare a più di una configurazione differente a seconda del tipo di sanitari che si decide di installare, ma (come già detto) anche indipendentemente da ciò, effettuando le medesime scelte si potrà sistemarlo in modi diversi, a seconda di come si decide di dislocare i vari elementi nello spazio.

Progetto bagno visto dall alto

In generale comunque, pur avendo ipotizzato sulla carta molteplici configurazioni possibili, apparirà subito chiaro, anche ai meno esperti, che alcune risulteranno molto più “armoniose” e funzionali di altre; in alcuni frangenti poi, soprattutto quando si ha a che fare con spazi davvero ristretti, arredare il bagno posizionandovi tutti gli elementi necessari sembra quasi una missione impossibile e sovente in questi casi si finisce per rinunciare a qualcosa (ad esempio alla vasca da bagno o al bidet). In realtà oggi il mercato offre tantissime possibilità salvaspazio per cui, in via del tutto generale, nulla è davvero impossibile, basta sapere cosa cercare e dove cercarlo.

La progettazione del bagno però è piuttosto complessa (direi che tutto sommato si tratta dell’ambiente domestico più difficile da sistemare alla perfezione) perché per ottenere un buon risultato bisogna trovare l’equilibrio ottimale tra le molte le variabili in gioco: si deve tener conto non solo del numero e del tipo di sanitari da installare, delle loro dimensioni e dei loro spazi d’uso, ma anche delle predisposizioni impiantistiche di cui disponiamo, di quelle necessarie ed eventualmente di come è possibile modificarle, dell’illuminazione (sia naturale che artificiale), delle esigenze dell’utenza e non ultimo del tipo di risultato estetico che si vuole conseguire; per cui appare evidente che una progettazione dettagliata ed accurata, che consenta di sfruttare al massimo lo spazio a nostra disposizione, è indispensabile e non può essere fatta a cuor leggero ma va ben ponderata.

Ciò non toglie che, pur in mancanza di una formula magica in grado di risolvere tutti i nostri problemi, comunque esistono delle normative ben precise che riguardano l’ambiente bagno e la sua progettazione, che per lo più (come sempre accade) riguardano gli spazi minimi prescritti per locali di questo tipo, ma anche le distanze minime tra i diversi elementi ed ingombri degli stessi.

Tali “regole” vanno assolutamente rispettate poiché consentono non solo che ogni elemento si ritagli il suo spazio, ma anche che vi sia lo spazio d’uso necessario alla fruizione dello stesso, senza che vi siano ostacoli di alcun tipo; allo stesso modo è possibile anche avvalersi di alcuni suggerimenti di tipo pratico che si basano sul buon senso e sul buon gusto ed aiutano a creare un ambiente più confortevole possibile.

Cominciamo con il dire che nella dislocazione dei vari elementi bisogna tener conto dei singoli ingombri, partendo da quelli standard, per poi capire se invece il nostro bagno necessiti di qualcosa di più minimal o al contrario sia abbastanza grande da consentirci anche, qualora lo si desideri, di optare per dei sanitari particolari, più ingombrati del “normale” o con sagome insolite, che dunque avranno dimensioni e sagome differenti.

In via del tutto generale per un lavabo si considera una profondità di circa 50 cm ed una larghezza di 60 cm; per vasi e bidet la profondità è circa 60-65 cm e la larghezza 40-45 cm; le vasche standard hanno un ingombro in pianta di 70×170 cm, ma ve ne sono anche di più “corte” (le cosiddette vasche a sedere che arrivano fino a 110-120 cm di lunghezza circa) così come di molto più ampie; i piatti doccia allo stesso modo hanno dimensioni molto variabili e possono essere quadrati (a partire da 70-75 cm per lato) o rettangolari (da 60-70 cm x 90 cm in su); qualora poi si debba contemplare la presenza di una lavatrice o di una colonna per lavatrice ed asciugatrice bisognerà considerare uno spazio in pianta pari a 60×60 cm, anche se esistono modelli ultrapiatti con carica dall’alto che in profondità occupano solo 40 cm.

Vista bagno: Vasca idromassaggio, cabina doccia, mobile altezza a soffitto

I regolamenti prescrivono poi ad esempio che qualora bidet e wc vengano installati l’uno accanto all’atro la distanza da asse ad asse sia di almeno 60 cm (per cui dovrebbero rimanere almeno 20 cm di spazio tra uno e l’altro) e che dallo stesso asse dei singoli elementi lateralmente vi siano almeno 45 cm prima di incontrare qualunque altro “ostacolo”, sia esso un muro, piuttosto che il bordo della vasca o del box doccia.

Tra l’asse del wc o del bidet e quello del lavabo invece devono esserci almeno 80 cm; mentre quest’ultimo può essere collocato anche in adiacenza ad un muro o alla vasca, non necessitando di spazi d’uso laterali ma solo frontali.

In tutti i casi all’interno del bagno va garantita una corsia di “transito” di almeno 60 cm e proprio per questo motivo, generalmente, un bagno per avere elementi contrapposti, ovvero posizionati su due pareti opposte deve avere una larghezza come minimo pari a 180 cm, diversamente tutti i sanitari andranno posizionati su un unico lato; tipica ad esempio, anche se appunto non sempre attuabile, la situazione in cui il lavabo si trova posizionato di fronte a wc e bidet.

Veniamo infine alle regole di tipo più pratico che possono esserci di grande aiuto nel tentativo di creare un ambiente bagno il più funzionale e bello possibile: per quanto concerne il water l’ideale sarebbe installarlo accanto al bidet, dato il loro utilizzo consequenziale, spesso però risulta impossibile ed in casi di questo tipo i due elementi possono essere posizionati l’uno di fronte all’altro o al limite ad angolo, ciascuno su una di due pareti ortogonali; sarebbe anche buona norma separare in qualche modo il wc dal resto dal bagno, ma questo è sempre più difficile viste le dimensioni minimal dei bagni moderni, per cui si tende quantomeno a collocarlo il più possibile lontano dalla porta d’accesso al bagno, in modo che resti in secondo piano e non sia la prima cosa che si vede non appena si entra.

Al contrario dovrebbero essere più visibili quegli elementi ritenuti più nobili come il lavabo, la vasca o la doccia e che spesso sono anche quelli a cui da un punto di vista estetico si da maggior rilevanza; anche la lavatrice invece qualora trovi posto all’interno del bagno dovrebbe non apparire, magari nascosta dentro un apposito armadio o dietro la porta.

Nei bagni lunghi e stretti la collocazione degli elementi in sequenza e lungo un’unica parete risulta assolutamente obbligata ed in questi frangenti, ma non solo, anche il tipo di porta d’accesso al locale ha la sua rilevanza.

Disposizione bagno: lavabo sospeso, bidet e wc sospesi

Sempre più frequentemente infatti nei locali bagno si sceglie di optare per porte scorrevoli a scomparsa in modo da non essere disturbati in alcun modo dalla presenza della volata della porta, che potrebbe risultare decisamente ingombrante ed impedire l’utilizzo di alcuni spazi.

Qualora il nostro bagno sia di forma rettangolare, ma comunque abbastanza largo, la scelta migliore è quella di installare gli elementi sulle due pareti contrapposte, eventualmente ponendo di testa la vasca da bagno; anche qui però è bene prestare attenzione perché sovente posizionando la vasca in questo modo questa finisce per trovarsi esattamente sotto la finestra, il che può non rivelarsi comodissimo né per aprire e chiudere il serramento, né tantomeno per pulirlo ed in tutti i casi esclude la possibilità di utilizzare la vasca anche come doccia!

Quando invece si dispone di ambienti a pianta quadrata si può pensare a configurazioni differenti e sovente si finisce per optare per vasche angolari abbastanza ampie; quando al contrario la pianta del nostro bagno risulta essere irregolare il suggerimento è di quello di cercare di sfruttare gli angoli e le nicchie per ricavarvi una doccia o per nascondervi la lavatrice e/o l’asciugatrice, o ancora per celare alla vista il wc. Chi dispone di molto spazio più che optare per sanitari particolari, la maggior parte delle volte decide di installare un lavabo di tipo doppio, oppure una vasca o una doccia particolarmente grandi e superaccessoriate, degne di una vera spa.

In tutti i casi, come si è ben capito, quando si parla di bagno è molto difficile fare delle generalizzazioni: ogni caso va valutato singolarmentee con molta attenzione, in modo da riuscire ad ottenere il miglior risultato possibile, considerando lo spazio di cui si dispone, sia in pianta che in altezza (si pensi ad esempio agli appartamenti ricavati in sottotetto dove alcuni elementi possono venir installati anche nei punti un po’ più bassi mentre altri proprio no), alle predisposizione impiantistiche presenti ed alle esigenze e ai gusti del singolo.