Bagno accessibile, ecco come si deve scegliere il design migliore

Bagno accessibile

Il bagno, ormai, è diventato un ambiente che deve essere apprezzabile dal punto di vista estetico e soprattutto garantire un alto livello di comodità a tutti. L’elemento di cui si va maggiormente alla ricerca nel corso degli ultimi tempi è certamente l’accessibilità, lasciando da parte anche tutti i pregiudizi secondo cui il bagno è l’ambiente più brutto di un’abitazione.

Il bagno disabili per una casa non è semplice da progettare, ma si va sempre di più nella direzione di renderlo non solamente il più comodo possibile, ma anche decisamente funzionale. Si deve trattare ovviamente di un locale di servizio per tutte quelle famiglie che, in casa, hanno dei componenti con delle importanti difficoltà dal punto di vista motorio.

Al tempo stesso, però, sembra che lo stile e l’eleganza non debbano mai venire meno. La progettazione di un bagno per disabili, quindi, è un tema particolarmente sentito, perché abbattere le barriere architettoniche in Italia è molto meno semplice che in tante altre nazioni.

In questa particolare progettazione, è fondamentale eliminare ogni tipo di pregiudizio, così come ricercare le migliori soluzioni anche dal punto di vista dello stile e dell’estetica. Una casa che sia accessibile, infatti, non può più basarsi esclusivamente su una questione di funzionalità. Gli spazi a misura per chi ha una mobilità ridotta, quindi, devono essere pratici, ma anche di tendenza.

Nel 1985 è stato l’architetto a stelle e strisce Ronald M. Mace a prevedere un sistema di progettazione specifico, sia per prodotti che ambienti, con l’unico intento che potessero essere fruibili e accessibili da ogni tipo di persona, comprese quelle che hanno delle difficoltà motorie o altri tipi di disabilità.

Questo particolare metodo di progettazione si fonda su ben sette criteri di base, che Mace ha identificato in flessibilità, equità, tolleranza per l’errore, percettibilità, riduzione dello sforzo fisico, spazi e misure sufficienti. E, di conseguenza, si può facilmente intuire come il bagno sia diventato un ambiente quasi da rimodellare, sia per i progettisti che per le aziende, in modo tale da poter essere facilmente fruibile da tutte le persone.

In Italia, c’è una legge, la numero 13 del 9 gennaio 1989, che parla espressamente degli interventi per eliminare le barriere architettoniche nelle strutture private, introducendo appositi contributi che si possono sfruttare. Per poterne usufruire, è necessario porgere adeguata richiesta al Comune in cui si trova l’immobile che ospita la residenza abituale della persona con disabilità.