Cesti e contenitori portabiancheria

Può passare inosservato ma la neccessità di questo elemento è evidente.

È sempre più difficile disporre all’interno della propria abitazione di un locale, seppur piccolo, destinato a lavanderia o stireria

Oggi purtroppo le dimensioni che caratterizzano le case moderne sono davvero ridotte ai minimi termini, specie se si parla di ambienti di servizio come il bagno (ma purtroppo non solo per quelli), o a maggior ragione di locali accessori come ripostigli, stanze degli ospiti, cabine armadio e stirerie, che praticamente stanno via via scomparendo, essendo un lusso che davvero in pochi oramai possono concedersi.

Per questo motivo è sempre più difficile disporre all’interno della propria abitazione di un locale, seppur piccolo, destinato a lavanderia e/o stireria, dove posizionare la lavatrice eventualmente anche l’asciugatrice e un piccolo lavatoio per i bucati a mano ed in cui magari trovare lo spazio per stendere i panni, specie durante la stagione invernale e per posizionare l’asse da stiro, senza che questi elementi, di certo poco attraenti e persino voluminosi, finiscano per intralciare le normali attività quotidiane con la loro presenza.

Oggi come oggi la posizione più usuale per la lavatrice (o per la colonna lavatrice + asciugatrice) è all’interno del bagno o al limite nell’antibagno, magari facendo sì che resti nascosta dietro la porta d’accesso al locale in modo tale da non dare troppo nell’occhio o tenendola separata dal resto per mezzo di un muretto di separazione o di una vera e propria nicchia in muratura che la contenga.

È chiaro che, ovunque si trovi, accanto alla lavatrice, o comunque nelle immediate vicinanze della stessa, andrà posizionato il cosiddetto “cestone della biancheria sporca”, a meno di non essere tra i pochi fortunati che possono disporre di un vero mobile armadio da adibire a questa funzione, che può essere più o meno capiente e strutturato in vario modo a seconda delle dimensioni e dalle esigenze del singolo, con cassettoni piuttosto che a ripiani.

Dunque se la lavatrice è posizionata in bagno anche la biancheria da lavare andrà collocata all’interno dello stesso e a seconda dello spazio di cui si dispone, della tipologia di bagno, dello stile, dei colori e dei mobili che lo caratterizzano, ma anche in base alle esigenze contenitive dell’utenza dovremo scegliere uno o più contenitori adeguati allo scopo.

Chiaramente bisognerà innanzitutto tener conto del tipo di utenza, dell’utilizzo che essa fa della lavatrice e dunque dal carico medio di biancheria da lavare che produce: in una famiglia di 4 o 5 persone, con due o più figli, la lavatrice e di certo lavorerà parecchio ed ogni sera tutti depositeranno i loro indumenti sporchi nel cestone della biancheria che nel giro di un paio di giorni si ritroverà strapieno.

 

In questi casi se la mamma è casalinga ed è solita fare il bucato giornalmente, o quasi, non ci sono controindicazioni ad avere un unico cestone della biancheria a patto che sia piuttosto ampio; se invece come sovente accade nelle famiglie moderne tutti in casa sono super impegnati e la lavatrice si fa con meno frequenza, sarà bene avere a disposizione più contenitori per depositarvi i panni da lavare che si accumuleranno per diversi giorni; diversamente ad un single basterà di sicuro un unico cesto della biancheria, magari neppure troppo capiente.

Un aspetto importante da considerare è anche dove collocare questo elemento: l’ideale sarebbe accanto alla lavatrice, ma non sempre però questo è possibile. In alternativa si può pensare di posizionarlo di fronte alla stessa o vicino al lavabo; ovviamente sempre in modo che si trovi comunque vicino alla zona di lavaggio e che non intralci in alcun modo lo spazio di passaggio o di utilizzo dei singoli elementi all’interno del bagno.

Come sempre poi è fondamentale affrontare l’aspetto estetico della questione per far sì che visivamente anche il cesto della biancheria sporca si integri perfettamente con tutto il resto ed a tal proposito molte sono le cose da valutare quando ci si accinge ad acquistare un elemento del genere.

Innanzitutto bisognerà capire quali siano la forma e le dimensioni ideali per il nostro contenitore, ma questo non è sufficiente perché si dovrà scegliere con cura anche il materiale con cui è realizzato, la finitura interna e soprattutto quella esterna.

Ve ne sono in commercio davvero per tutti i gusti: più naturali in legno, vimini o bambù, perfetti per bagni rusutici e country, ma che a seconda del particolare aspetto che hanno possono integrarsi ugualmente bene anche all’interno di ambienti più classici o decisamente contemporanei; se ne possono poi trovare diverse varianti in acciaio (piene piuttosto che a griglia) tutte molto moderne, altre in tessuto, in pelle o in ecopelle ed in questo caso possono essere rigide oppure no, infine anche la plastica può essere una valida alternativa, specie nei bagni più attuali, dove questo materiale si adatta particolarmente bene, soprattutto qualora serva anche a dare quel tocco di colore in più all’ambiente.

Anche le forme sono le più disparate: le più gettonate sono la classica forma svasata a cesto, o in alternativa i parallelepipedi cubici o cilindrici, ma anche gli oggetti più morbidi tipo grande sacco appoggiato a terra sono molto in voga.

Inoltre va detto che si può decidere di acquistare questo tipo di accessorio in modo tale che risulti in coordinato con altri accessori presenti all’interno del bagno, magari una pattumierina o qualche altro elemento contenitore da appoggio, che serva ad esempio per tenervi i cosmetici; oppure semplicemente scegliendo lo stesso colore che caratterizza portasapone, porta scopino ed altri accessori vari, in modo tale che questo non rimanga “isolato”, ma ben si integri con il resto del bagno.

Diversamente, specie se i cesti sono due o più, si può decidere di acquistarli in maniera autonoma da tutto il resto, sempre valutando che comunque non stonino risultando corpi estranei posizionati a forza all’interno di un ambiente con il quale nulla hanno a che spartire.

 

Sembra paradossale ma è bene chiedersi anche che ruolo si desidera che assuma il nostro cesto della biancheria sporca all’interno del nostro bagno: se si desidera che spicchi o se invece si preferisce passi del tutto inosservato. Prima di rispondere a questa domanda ed accingerci a scegliere il “cesto” o i cesti della biancheria più adatti a noi bisogna però capire quale sarà la loro collocazione, ovvero se questi rimarranno ben in vista, piuttosto che assolutamente nascosti: nel primo caso infatti l’estetica sarà determinante, mentre passerà decisamente in secondo piano qualora ad esempio questo tipo di contenitori rimarrà chiuso in una sorta di sgabuzzino o rimarrà comunque lontano da occhi indiscreti.

Da un punto di vista più prettamente pratico va detto che è sempre meglio optare per oggetti chiusi, in questo modo anche se la biancheria sporca dovesse rimanervi all’interno qualche giorno di troppo non si correrebbe il rischio di incorrere in sgradevoli emanazioni olfattive provenienti dal “cesto delle sporche”.

 

Qualora poi si scelga di optare per dei cesti realizzati in legno, in vimini o in bambù, peraltro sempre molto gettonati, è bene accertarsi che siano provvisti di un rivestimento interno in tessuto, in modo tale da non rischiare di rovinare i capi che vi si posizionano dentro e che a contatto con questo tipo di materiali potrebbero impigliarsi in qualche asperità e finirebbero per rovinarsi (specie se si tratta di capi di lana e/o delicati) e questo può essere realizzato in tono rispetto alla finitura esterna piuttosto che creare un particolare contrasto di colore.

Tra le varie soluzioni presenti in commercio, ad esempio, l’azienda tedesca Decor Walther (http://www.decor-walther.de), specializzata in accessori, complementi ed elementi d’arredo per la casa e per il bagno, propone una vasta gamma di box, cesti e contenitori vari, proprio dedicati a contenere la biancheria da lavare: ve ne sono alcuni modernissimi, con finiture in acciaio inox cromato ed altri più tradizionali in vimini, pelle o tessuto; taluni sono più irriverenti e fuori dalle righe ed altri decisamente più rigorosi ed austeri, alcuni possono perfino fungere da seduta, grazie alla presenza di un “coperchio” imbottito.

Tra le varianti più spiritose troviamo invece i cestini in feltro del marchio tedesco Hey-Sign (http://www.hey-sign.de/Deutsch/Prodpage/07_bag/3017975.html): sono realizzati a mo di sacchetti abbastanza rigidi, alti 75 cm, larghi 35 cm e profondi 27 cm (quindi non capientissimi), sono disponibili in grigio piuttosto che colorati con tinte accese e sul fronte vi è impressa la scritta Laundry (ovvero biancheria da lavare) o in alternativa la temperatura di lavaggio (30°, 60° o 90°) in modo da distinguere fin da subito il tipo di capo che contengono e poter poi svuotare il singolo cesto direttamente in lavatrice senza ulteriori cernite.

Sempre su questo filone è possibile trovare in commercio anche altre soluzioni “separa biancheria” che generalmente distinguono i capi bianchi, rispetto a quelli colorati ed eventualmente anche quelli scuri, perché in effetti fare una cernita preventiva non costa nulla e permette di velocizzare le operazioni di lavaggio.

Decisamente singolare anche il contenitore portabiancheria realizzato ad immagine e somiglianza di una lavatrice e disponibile in tre differenti varianti di colore (bianca, gialla o turchese): si tratta di un normale contenitore in poliestere con struttura metallica, semplice ma d’effetto. Insolita ed essenziale anche la proposta ”Le sacche” di Oml (http://www.omlsrl.com/), noto marchio specializzato in arredi ed accessori per il bagno: altro non sono che sacchetti colorati in ecopelle, da appendere a parete con apposito gancio o ad una struttura metallica ad hoc con base circolare, eventualmente da coordinare con sgabelli della medesima linea.

Tra le proposte “salva spazio” troviamo l’innovativo cesto portabiancheria ideato da Regia (http://www.regia.it/it/collection/stuoie): normalmente si presenta come un qualunque altro cesto cilindrico, però quando non viene utilizzato come contenitore si trasforma in un pratico tappeto, bordato da una fettuccia di stoffa ed esteticamente molto simile ad una stuoia, sebbene realizzato in materiale plastico.

È un oggetto essenziale e moderno, disponibile in tre varianti di colore e corredato di apposita fodera interna di tessuto da utilizzare per riporvi la biancheria: semplice ma d’effetto, fa parte di tutta quella categoria di oggetti, oggi molto in voga, che sanno trasformarsi all’occorrenza e non sempre sono quello che sembrano!

Ovviamente quelli fatti sono solo alcuni esempi perché il panorama dei contenitori per la biancheria sporca esistenti in commercio è davvero vastissimo ed ognuno può liberamente optare per ciò che meglio si adatta alle proprie esigenze; l’importante è scegliere sempre con un occhio alla praticità e l’altro all’estetica!

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